Mi sa che fuori è primavera, Concita De Gregorio

Ferite  d'oro.  Quando  un  oggetto  di  valore  si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido. È un'antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la  fragilità  può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli esseri umani, si chiama amore. Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l'ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un  fiore. Irina  ha  una  vita  serena, ordinata. È  italiana, vive  in  Svizzera, lavora come avvocato. Un giorno qualcosa si  incrina.  Il  matrimonio  finisce, senza  traumi  apparenti. In un fine  settimana qualsiasi Mathias, il  padre  delle  bambine, porta via Alessia e Livia.  Spariscono.  Delle bambine non c'è più nessuna traccia. Pagina  dopo  pagina,  rivelazione  dopo rivelazione, coraggiosa e fragile, Irina conquista brandelli sempre più luminosi di verità e ricuce la sua vita. Da quel fondo oscuro, doloroso, arriva una luce nuova.

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