Elogio dell'ignoranza e dell'errore, Gianrico Carofiglio

Fin  da  bambini  ci  raccontano  che  se sbagli prendi un brutto voto; se sbagli non vieni promosso e non fai carriera, in certi casi addirittura perdi il lavoro; se sbagli perdi la stima degli altri e anche la tua. Sbagliare è violare  le  regole,  sbagliare  è  “fallire”.  Per  l’ignoranza,  se  possibile,  i  contorni  sono  ancora  più  netti: l’ignoranza  relega  alla  marginalità.  E  quando  si  passa  dalla  definizione  della  condizione  (ignoranza) all’espressione  che  indica  il  soggetto  in  quella  condizione  (ignorante), il  lessico  acquista  il  connotato dell’offesa.  In   realtà,  l’errore  è  una   parte  inevitabile  dei  processi  di  apprendimento  e  di  crescita, e ammetterlo  è  un passaggio  fondamentale  per lo sviluppo di menti aperte e personalità  equilibrate. Così come osservare con simpatia  la nostra  sconfinata, enciclopedica ignoranza è spesso la premessa per non smettere di stupirsi e di gioire per le meraviglie della scienza, dell’arte, della natura.

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