Lacrime cancellate, Emanuela Castello

C’è un minimo comune denominatore nelle storie delle donne che hanno sofferto o soffrono di depressione perinatale  ed  è  il  fatto  che non si  riconoscono più. Non riconoscono più la loro esistenza di prima e non riconoscono quello che la società aveva promesso: la  maternità  avrebbe dovuto essere il periodo più felice   e realizzato  dell’esistenza.  Quando  scoprono  che  può  anche non essere così, vanno in frantumi. Tutti la chiamano depressione postpartum ma in realtà si chiama depressione perinatale: è un disturbo dell’umore, si  manifesta  fra   la gravidanza  e  il primo anno dopo la nascita, può  generare  sintomi piuttosto severi o pensieri intrusivi  che  minano  le  basi  della  relazione  fra  la  mamma  e  il bambino; ha bisogno di essere diagnosticata  precocemente;  rischia  di  degenerare  in patologie gravi  o  gravissime; può indurre a gesti estremi, e genera sofferenza in chi la prova e in chi sta attorno, inquinando progressivamente i rapporti. Ce ne parlano loro, le mamme che hanno sofferto di depressione dopo il parto o in gravidanza, che cercano la strada per iniziare a dare un nome a quello che vivono e che vogliono scoprire la forza e la bellezza che si nasconde fra le pieghe di quel dolore.

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