Ansia, Sara Brunella

Incedo verso lo spazio vuoto,
 
in bilico come l'equilibrista.
 
Tremano le mie gambe con l'arrivo della notte.
 
Fantasmi del passato e del futuro emergono,
 
mostrandomi chi sono. Sono davvero io?
 
Immagini inedite davanti ai miei occhi spenti si susseguono.
 
 
 
Pupille dilatate, mani sudate, il cuore sussulta
 
ad ogni rumore. Non voglio dormire.
 
Lasciami in pace Morfeo, solo per questa notte.
 
Resto sveglia immersa nell'oscurità, prego che la divina Nenia
 
mi assista all'arrivo di Apollo.
 
 
 
Chiudo gli occhi e Ade mi trascina nel suo regno
 
dove ombre danzanti mi cingono il corpo, tirano i miei capelli
 
e stringono il mio cuore che ferma il suo battito.
 
Fuggo dalla mia mente, lontano dal mio giaciglio,
 
corro verso l'iperuranio per afferrare la perfezione di ciò che non è
 
corruttibile.
 
 
 
Musica funerea accompagna le ombre felici che danzano
 
una macabra danza intorno al mio
 
inerme corpo. Apro gli occhi, boccheggio, ancora inerme il mio corpo.
 
Chiedo aiuto, sudo, piango, urlo ad ognuna di loro di fermarsi.
 
Sbeffeggiano la mia carne stanca che sanguina
 
luttuosa in mezzo al regno dei morti.
 
 
 
Dormo. Piango. Dormo di nuovo.
 
Arriva il carro di Apollo che porta la luce.
 
Raggi di sole filtrano attraverso la mia finestra disegnando
 
piacevoli giochi sul mio letto, sulle mie mani, nella mia stanza.
 
Finalmente il giorno è arrivato.
 
E un sospiro di sollievo mi stringe la gola.

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