L'uomo che trema, Andrea Pomella

L'uomo  che  trema  racconta. Guarda la sua malattia  come se fosse un corpo estraneo, lo viviseziona, cerca di capire  qualcosa  d'importante,  e  di  farcelo capire. È in gioco il senso di tutto, per lui, che sa che più si è depressi  «più  le  cose  si  fissano  nell'attesa  di farsi ghiaccio», come scriveva Cioran. E, in un certo senso, la sua  cronaca  è  di ghiaccio. Proprio per questo emoziona nel profondo. Le  reazioni  del corpo e della psiche alle aggressioni chimiche dei farmaci, la paura, i vari incontri con gli psichiatri, il rapporto con la compagna e con il figlio costretti a convivere con i tumulti della malattia. Le corse per le vie di Roma, le passeggiate nei luoghi di  Giuseppe  Berto,  autore  de  Il  male  oscuro.  E,  al  culmine della sofferenza, l'appuntamento che riporta  in  vita  un antico  fantasma  di  famiglia,  il  padre  ripudiato.  Uno spiraglio di luce, la possibilità di pronunciare, forse, la parola «guarigione». Leggere questo libro significa immergersi nel mondo di un altro fino a sentirlo  completamente  tuo. Significa seguire passo dopo passo, con i sensi in allerta, il percorso da una condizione di dolore assoluto a una condizione nuova e possibile.

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