Il dolore non esiste, Ilaria Bernardini

"Mio  padre  si  chiama Achille e non mi parla": questa storia comincia così, con un dialogo interrotto tra un padre e una figlia. Achille è stato un padre carismatico, con cui Ilaria da ragazza ha condiviso passioni, idee sulla  vita  e  sul  mondo, ma anche liti feroci e grandi silenzi. Fino a quando, senza un motivo scatenante o una  colpa  evidente,  il  silenzio  ha  inghiottito tutto. Achille  ha  smesso  di  cercarla, di rispondere alle sue telefonate e alle sue lettere. Forse,  ha  deciso di smettere di esserle padre. Ma Ilaria non vuole smettere di essere  figlia,  ha  bisogno di una spiegazione, di capire dove si è aperta la prima crepa. Perciò, con l'aiuto, reticente, del resto  della  famiglia, prova a ripercorrere la loro storia e la vita del padre, a ricostruirne per frammenti  l'identità.  È  il  suo modo per continuare a parlargli, a  frequentarlo,  ma  anche  un rituale per allenarsi alla perdita: di un padre, della giovinezza, del passato e di un figlio adolescente che sta crescendo in fretta e che giorno dopo giorno le tiene sempre meno la mano e crede sempre meno alle sue invenzioni e alle sue parole. Contemporaneamente, quasi per caso, durante la pandemia Ilaria comincia a praticare la boxe. E un giorno, non certo per caso, si ricorda che anche il padre tirava di boxe, anzi era piuttosto bravo. Tanti anni prima le ha persino regalato un paio di guantoni. Non può che essere un segno: forse il padre la sta  allenando  in  assenza  per  renderla  più  forte?  Così, un po' credendoci davvero, un po' perché è una scrittrice e l'occasione narrativa è irresistibile, lo invita a una sfida sul ring. Gli fa sapere giorno e luogo del  match  e,  anche se lui non risponde, una parte di  lei  spera e crede che si presenterà lo stesso. E mentre si esercita a dare e ricevere pugni fantasma e consulta allenatori di ogni tipo – ma anche scrittori, scienziati, registi, antenate, sciamane e qualche animale –, raccoglie le forze per salire sul ring e le parole per scrivere pagine  emozionanti,  comiche  e  piene di vita. Romanzo autobiografico, indagine filosofica e intima sulla famiglia, l'amore e la nostalgia, "Il dolore non esiste" è un mantra luminoso per provare a celebrare tutto, anche quello che fa male.

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